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	<title>Davide Governale's Lab &#187; Guide</title>
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		<title>Impostare l&#8217;ora su Debian GNU/Linux e tenerla sempre aggiornata</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 12:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Governale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Debian]]></category>
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		<category><![CDATA[ora esatta]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione La mini-guida nasce per tutti coloro i quali hanno il sano e giusto desiderio di avere sempre l&#8217;ora corretta sulla propria macchina Debian anche quando ci sono passaggi dall&#8217;ora legale a quella solare e viceversa e rendere tutto ciò automatizzato senza dovere stare sempre lì ad aggiornare l&#8217;ora manualmente, bene possiamo iniziare. Configurazione Cominciamo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Introduzione</strong><br />
La mini-guida nasce per tutti coloro i quali hanno il sano e giusto desiderio di avere sempre l&#8217;ora corretta sulla propria macchina Debian anche quando ci sono passaggi dall&#8217;ora legale a quella solare e viceversa e rendere tutto ciò automatizzato senza dovere stare sempre lì ad aggiornare l&#8217;ora manualmente, bene possiamo iniziare.</p>
<p><strong>Configurazione</strong><br />
Cominciamo installando da root il nostro client per impostare l&#8217;orario di sistema da server NTP, ossia il famoso <em>ntpdate</em> e per far ciò diamo : </p>
<p><code>apt-get install ntpdate</code></p>
<p>Terminata l&#8217;installazione , imposteremo i link ai nostri server NTP preferiti io consiglio di usare i server dell&#8217;Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica ossia i server: <em>ntp1.inrim.it</em> ed  <em>ntp2.inrim.it</em>, ma se non siete maniaci dell&#8217;ora precisa al millisecondo potete anche lasciare i server NTP impostati di default in Debian. Se volessimo modificare i server settati di default sempre da root, basta dare:</p>
<p><code>gedit /etc/default/ntpdate</code></p>
<p>e sostituire la stringa <em>NTPSERVERS=&#8221;0.debian.pool.ntp.org 1.debian.pool.ntp.org 2.debian.pool.ntp.org 3.debian.pool.ntp.org&#8221;</em> con quella che contiene i nostri server preferiti e quindi con <em>NTPSERVERS=&#8221;ntp1.inrim.it ntp2.inrim.it&#8221;</em> e sostituite anche la stringa <em>NTPDATE_USE_NTP_CONF=yes</em> con <em>NTPDATE_USE_NTP_CONF=&#8221;"</em>, dopo aver eseguito la modifica salvate e chiudete; per rendere effettiva tale modifica basterà eseguire sempre da root il comando:</p>
<p><code>ntpdate-debian</code></p>
<p>Ma in questo modo non abbiamo automatizzato nulla, abbiamo semplicemente settato l&#8217;ora del nostro sistema provvisoriamente e se dovesse esserci uno dei tanti famosi passaggi ora legale→ora solare e viceversa? Dovremmo sempre stare lì a dare da root <em>ntpdate-debian</em> beh non è comodo, allora automatizziamo il tutto.</p>
<p><strong>Automatizzazione</strong><br />
Per automatizzare il tutto ci vengono in aiuto i file <em>crontab</em> che consentono la pianificazione di comandi, ovvero consentono di registrarli presso il sistema per essere poi mandati in esecuzione periodicamente. I file crontab contengono la lista dei job e altre istruzioni per il demone di cron. Bene, allora editiamo il nostro file <em>crontab</em> sempre da root con il seguente comando:</p>
<p><code>crontab -e</code></p>
<p>ed al termine di tutte le stringhe di commento (tutte le stringhe che iniziano con #) aggiungiamo la stringa:</p>
<p><strong>-Soluzione 1-</strong></p>
<p><code>@reboot ntpdate-debian</code></p>
<p>salviamo e chiudiamo il tutto. Quello che abbiamo detto di fare a cron non è altro che questo: ad ogni riavvio lancia ntpdate-debian, ovviamente ntpdate-debian usa i server impostati in /etc/default/ntpdate. Beh la domanda sorge spontanea&#8230;e se io lo volessi aggiornare per esigenze personali con un altra frequenza oppure ad un ora prestabilita? Se volessimo aggiornare ad ogni ora possiamo sostituire ad esempio  <em>@reboot</em> con <em>@hourly</em>, ad ogni settimana sostituiremo invece <em>@weekly</em> e così via&#8230;</p>
<p><strong>-Soluzione 2-</strong><br />
Se invece dovessimo avere delle esigenze particolari e dover aggiornare l&#8217;ora ad esempio alle ore 12 di ogni giorno al posto di aggiungere in crontab <em>@reboot ntpdate-debian</em> aggiungeremo:</p>
<p><code>0 12 * * * ntpdate-debian</code></p>
<p>Si pone un altro quesito ovvio: E se io alle 12 avessi la mia macchina Debian spenta? Niente paura ci aiuta <em>anacron</em>, così quando accendiamo il pc anacron eseguirà tutto quello che cron non ha eseguito quando il pc era spento, quindi recupererà il lavoro non svolto da cron e per fare tutto ciò basta semplicemente installare anacron ovviamente sempre da root così:</p>
<p><code>apt-get install anacron</code></p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
Seguendo passo passo questa semplice guida avremmo sempre, un sistema Debian GNU/Linux con l&#8217;ora esatta corretta.</p>
<p>Per la stesura di questa guida ringrazio il mio carissimo amico David Paleino grande Debian Developer <img src='http://www.davidegovernale.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<item>
		<title>Redirect via PHP ed .htaccess</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 17:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Governale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[.htaccess]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete un vecchio sito web online che non aggiornate più e che avete abbandonato, però non volete eliminarlo e nello stesso tempo avete creato un sito web nuovo fiammante con un nuovo dominio, beh cosa c&#8217;è di meglio di un redirect per reindirizzare sulla nostra nuova homepage tutti gli utenti del vecchio sito? Sperando di [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete un vecchio sito web online che non aggiornate più e che avete abbandonato, però non volete eliminarlo e nello stesso tempo avete creato un sito web nuovo fiammante con un nuovo dominio, beh cosa c&#8217;è di meglio di un redirect per reindirizzare sulla nostra nuova homepage tutti gli utenti del vecchio sito?</p>
<p>Sperando di aver capito cosa è un redirect, vediamo cosa è necessario fare:</p>
<p>-Accedete via FTP al vostro vecchio sito web</p>
<p>-Per prima cosa rinominate il file index.php del vostro vecchio sito in index_vecchio.php, dopodichè create con un qualunque editor di testo un nuovo file index.php nel quale andremmo a scrivere dentro queste semplici righe di codice:</p>
<pre class="brush: php">
&lt;?php
Header( &quot;HTTP/1.1 301 Moved Permanently&quot; );
Header( &quot;Location: http://www.indirizzodidestinazione.com&quot; );
?&gt;
</pre>
<p>Salviamo il file e lo uplodiamo sempre via FTP nella cartella di root / del nostro vecchio sito, proprio nella stessa cartella dove stava il vecchio index.php prima di essere rinominato in index_vecchio.php</p>
<p>-Bene, Adesso è il momento di creare sempre che già non esista nella cartella di root del nostro vecchio sito il file .htaccess, usiamo il nostro editor di testo per creare/modificare il .htaccess e scriviamo dentro la sola riga:</p>
<p>ErrorDocument 404 /index.php</p>
<p>Salviamo ed upolodiamo il tutto sempre nella cartella di root del vecchio sito web ed il gioco è fatto!</p>
<p>Vi consiglio di usare il client FTP Filezilla disponibile sia per Linux che per Windows, inoltre ricordo che per la stesura della guida ha collaborato anche Salvatore Barbera di OScene.net</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Impostare un editor di testo predefinito nella shell BASH</title>
		<link>http://www.davidegovernale.com/guide/impostare-un-editor-di-testo-predefinito-nella-shell-bash</link>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Governale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[.bashrc]]></category>
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		<category><![CDATA[editor]]></category>
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		<description><![CDATA[Introduzione Chi di noi che usiamo il Sistema Operativo GNU/Linux non ha mai avuto a che fare con la shell BASH? Beh credo nessuno! La shell BASH è la fedele amica di tutti gli utenti GNU/Linux . Cosa è la shell BASH? Per chi non lo sapesse la shell è un interprete di comandi di [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Introduzione</strong><br />
Chi di noi che usiamo il Sistema Operativo GNU/Linux non ha mai avuto a che fare con la shell BASH? Beh credo nessuno! La shell BASH è la fedele amica di tutti gli utenti GNU/Linux . Cosa è la shell BASH? Per chi non lo sapesse la shell è un interprete di comandi di tipo testuale; i comandi digitati dall’utente sono letti dalla shell, interpretati e inviati al kernel per essere eseguiti. Dalla shell possiamo avviare i nostri programmi e supporta inoltre una miriade di caratteristiche indispensabili per chi lavora su sistemi GNU/Linux, quindi è fondamentale settare correttamente il suo file di configurazione.</p>
<p><strong>Configurazione</strong><br />
Il file di configurazione della shell bash si trova nella nostra directory personale di utente ossia in <code>/home/tuoutente</code>, ma essendo un file molto delicato per il corretto funzionamento del nostro sistema è stato nascosto, come sappiamo tutti, nei sistemi di tipo GNU/Linux ai file nascosti viene anteposto un punto “<code>.</code>” , quindi il nostro file di configurazione della shell è il noto <code>.bashrc</code> .</p>
<p>Adesso impostiamo un editor di testo predefinito per la shell di BASH, cioè la shell di BASH userà sempre e solo l’editor da noi impostato per modifare i file vediamo come, intanto editiamo il file <code>.bashrc</code> così:</p>
<p><code>nano -w /home/tuoutente/.bashrc</code></p>
<p>una volta aperto il nostro .bashrc aggiungiamo in fondo al file la riga:</p>
<p><span class="content"><span class="block" style="margin-left: 0px;"><code class="functions">
<pre class="brush: bash">export EDITOR=nano</pre>
<p></code></span></span></p>
<div id="highlighter_565168" class="syntaxhighlighter"></div>
<p>poi diamo ctrl+x salviamo e chiudiamo. Ovviamente potete mettere l’editor di testo che preferite tra i tanti disponibili come vim, emacs etc.., io preferisco l’editor nano per la sua facilità d’uso direi molto intuitiva, pulita e semplice, senza nulla togliere ad editor molto potenti come vim ed emacs.</p>
<p>Adesso chiudiamo la nostra shell BASH ed alla riapertura della shell diamo il comando:</p>
<p><code>. /home/tuoutente/.bashrc</code></p>
<p>il tutto ovviamente per rendere effettive le nostre modifiche alla shell BASH.</p>
<p>Buon divertimento ^_^</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Installazione dei plugin e script per il riavvio automatico di shroudBNC</title>
		<link>http://www.davidegovernale.com/guide/installazione-dei-plugin-e-script-per-il-riavvio-automatico-di-shroudbnc</link>
		<comments>http://www.davidegovernale.com/guide/installazione-dei-plugin-e-script-per-il-riavvio-automatico-di-shroudbnc#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Governale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci qui dopo aver visto come installare e fare le configurazioni iniziali del nostro shroudBNC, passiamo all’installazione di un plugin e di un utile script; procediamo con ordine, ed iniziamo con l’installazione del nostro plugin ossia nickserv.tcl, ma è corretto prima di partire con l’installazione capire perché usare questo plugin e cosa fa. Sappiamo tutti [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci qui dopo aver visto come <a href="http://www.oscene.net/it/sysadmin/networking/installazione-di-shroudbnc-con-supporto-ssl-su-un-sistema-debian-gnulinux">installare e fare le configurazioni iniziali del nostro shroudBNC</a>, passiamo all’installazione di un plugin e di un utile script; procediamo con ordine, ed iniziamo con l’installazione del nostro plugin ossia nickserv.tcl, ma è corretto prima di partire con l’installazione capire perché usare questo plugin e cosa fa.</p>
<p>Sappiamo tutti cosa è un server <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> e qual è il suo scopo, ma non tutti sanno che su alcuni network di <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> vengono messi a disposizione degli utenti del network dei servizi utilissimi ad esempio ChanServ, che controlla le registrazioni nei canali e le informazioni di accesso, oppure MemoServ, che tiene traccia dei memos personali, dei canali oppure globali mandati dall’admin del server <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> al quale si è connessi e fra tutti questi servizi messi a disposizione di un server <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> c’è anche il nostro NickServ.</p>
<p><strong>A cosa server NickServ?</strong><br />
Con NickServ è possibile registrare il proprio nickname associandolo ad una password, così da essere identificati ed evitare che qualcun altro si appropri del nostro nickname ed inoltre con NickServ è possibile ottenere delle informazioni anche sui nickname degli altri utenti registrati sul server. Bene, capito cosa è ed a cosa serve il NickServ passiamo all’installazione del nostro plugin.</p>
<p><strong>Installazione del plugin</strong><br />
Per installare nickserv.tcl sul nostro shroudBNC è necessario effettuare il login al server e lanciare sul terminale:</p>
<p><code>wget --output-document=~/sbnc/scripts/nickserv.tcl http://khobbits.net/sbnc/sbnc/nickserv.tcl</code></p>
<p>Una volta scaricato il plugin nella directory <code>scripts</code> di shroudBNC è necessario attivarlo quindi modifichiamo il file <code>sbnc.tcl</code>, quindi diamo:</p>
<p><code>nano -w /home/tuoutente/sbnc/sbnc.tcl</code></p>
<p>ed aggiungiamo alla fine del file la riga:</p>
<p><code>source "scripts/nickserv.tcl"</code></p>
<p>poi ctrl+x chiudiamo e salviamo</p>
<p>Fatto questo torniamo al nostro client <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> connesso al BNC e diamo:</p>
<p><code>/sbnc tcl :rehash</code></p>
<p>per ricaricare tutti i plugin disponibili.</p>
<p><strong>Configurazione</strong><br />
Bene adesso il plugin è disponibile e se si da un <code>/sbnc help</code> sempre dal client <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> si nota la presenza della voce nickserv, adesso non bisogna far altro che impostare il plugin per ogni singolo user del nostro shroudBNC e per far ciò basta dare i comandi:</p>
<p><code>/sbnc nickserv set reply ns<br />
/sbnc nickserv set nick &lt;tuonick&gt;<br />
/sbnc nickserv set password &lt;tuapass&gt;<br />
</code></p>
<p>dove <code>ns</code> (o anche <code>nickserv</code>) è il comando che si darebbe per identificarsi.</p>
<p>Perfetto il nostro plugin nickserv.tcl adesso è attivo e funzionante.</p>
<p><strong>Installazione dello script per il riavvio automatico</strong><br />
Ora passiamo all’installazione del nostro semplice script che permette di far ripartire automaticamente il nostro shroudBNC anche dopo il crash del server che lo ospita, accediamo via <acronym title="Secure Shell">SSH</acronym> al nostro server e ci posizionamo nella cartella del nostro sbnc con:</p>
<p><code>cd sbnc/</code></p>
<p>Seguito da:</p>
<p><code>nano -w sbncchk.sh</code></p>
<p>e scriviamo dentro il nostro file queste semplici righe di codice:</p>
<pre><code>#!/bin/sh
SBNCPATH=/home/username/sbnc

if test -r $SBNCPATH/sbnc.pid; then
    SBNCPID=$(cat $SBNCPATH/sbnc.pid)
    if $(kill -CHLD $SBNCPID >/dev/null 2>&#038;1)
    then
	exit 0
    fi
fi
cd $SBNCPATH
./sbnc &#038;>/dev/null</code></pre>
<p>Facendo molta attenzione a sostituire alla riga:</p>
<p><code>SBNCPATH=/home/username/sbnc</code></p>
<p>al posto di <code>username</code> il nostro nome utente, ovviamente.<br />
Fatto ciò diamo ctrl+x salviamo ed usciamo.</p>
<p>Poi cambiamo i permessi del file di script sbncchk.sh appena creato con:</p>
<p><code>chmod +x sbncchk.sh</code></p>
<p>Adesso editiamo il nostro crontab con il comando:</p>
<p><code>crontab -e</code></p>
<p>ed aggiungiamo al crontab le righe:</p>
<p><code>@reboot       $HOME/sbnc/sbncchk.sh &gt; /dev/null 2&gt;&amp;1<br />
*/10 * * * *  $HOME/sbnc/sbncchk.sh &gt; /dev/null 2&gt;&amp;1</code></p>
<p>Salviamo ed usciamo. Bene abbiamo terminato anche con l’installazione dello script, così anche se il server nel quale risiede il nostro shroudBNC dovesse crashare, il nostro BNC è in grado di ritornare su da solo, dato che il nostro script non fa altro che controllare ogni 10 minuti se sbnc è avviato e se non lo è, lo riavvia.<br />
Se volete cambiare l’intervallo di tempo per il controllo basta sostituire alla riga appena inserita in crontab ed esattamente questa riga:</p>
<p><code>*/10 * * * *  $HOME/sbnc/sbncchk.sh &gt; /dev/null 2&gt;&amp;1</code></p>
<p>al posto di 10 i minuti che desiderate voi. Ovviamente dopo aver effettuato la modifica di crontab salvate ed uscite.</p>
<p>Se vi può interessare sono disponibili all’indirizzo: <a href="http://khobbits.net/sbnc/">http://khobbits.net/sbnc/</a> altri plugin interessanti per il nostro shroudBNC.</p>
<p>Buon divertimento ^_^</p>
<p>No related posts.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Installazione di shroudBNC con supporto SSL su un sistema Debian GNU/Linux</title>
		<link>http://www.davidegovernale.com/guide/installazione-di-shroudbnc-con-supporto-ssl-su-un-sistema-debian-gnulinux</link>
		<comments>http://www.davidegovernale.com/guide/installazione-di-shroudbnc-con-supporto-ssl-su-un-sistema-debian-gnulinux#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Governale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[bnc]]></category>
		<category><![CDATA[bouncer]]></category>
		<category><![CDATA[Debian]]></category>
		<category><![CDATA[IRC]]></category>
		<category><![CDATA[shroudBNC]]></category>
		<category><![CDATA[SSL]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione In questa guida vedremo come installare shroudBNC, l’ormai noto bouncer (abbrev. BNC). I bouncer per la rete IRC,  solitamente, vengono installati su server remoti, e la loro principale funzione è quella di mascherare l’indirizzo IP di chi si collega ad uno dei tantissimi server di IRC, sostituendo il proprio IP proprio come fa un [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<h3>Introduzione</h3>
<p>In questa guida vedremo come installare shroudBNC, l’ormai noto bouncer (abbrev. BNC).</p>
<p>I bouncer per la rete <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym>,  solitamente, vengono installati su server remoti, e la loro principale funzione è quella di mascherare l’indirizzo <acronym title="Internet Protocol">IP</acronym> di chi si collega ad uno dei tantissimi server di <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym>, sostituendo il proprio <acronym title="Internet Protocol">IP</acronym> proprio come fa un proxy.</p>
<p>Perché tutto questo? Principalmente per proteggere la vostra privacy, ma soprattutto per prevenire i tanto temuti attacchi DoS (Denial-of-Service). Oltre a questo il bouncer su un server remoto vi permetterà di stare collegati sui vostri network <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> preferiti 24h su 24h.</p>
<p>Sperando di avervi fatto capire in poche parole cosa sia un bouncer, credo sia arrivato il momento del via!</p>
<h3>Installazione</h3>
<p>Vediamo intanto i pacchetti necessari per l’installazione di shroudBNC sulla nostra macchina Debian GNU/Linux. Per installarli lanciate da root:</p>
<p><code>apt-get install tcl8.4 tcl8.4-dev make gcc g++ openssl libssl-dev</code></p>
<p>Solitamente chi fornisce questi servizi su server remoti ha già installati questi pacchetti.</p>
<p>Fatte queste necessarie premesse, entriamo nel cuore operativo dell’installazione.<br />
Dopo aver eseguito il login sul nostro server remoto, tramite <acronym title="Secure Shell">SSH</acronym> o altre shell remote, ed essere entrati nella nostra directory di utente con il semplice comando:</p>
<p><code>cd /home/tuadirectory</code></p>
<p>possiamo scaricare dal web il nostro shroudBNC eseguendo il comando:</p>
<p><code>wget http://mirror.shroudbnc.info/sbnc-1.2.tar.gz</code></p>
<p>Una volta terminato il download sarà necessario scompattare il nostro file così:</p>
<p><code>tar xvfz sbnc-1.2.tar.gz</code></p>
<p>Dopo aver scompattato, spostiamoci dentro la directory appena creata con:</p>
<p><code>cd sbnc-1.2/</code></p>
<p>e lanciamo il comando necessario per l’installazione di shroudBNC con il supporto per <acronym title="Secure Socket Layer">SSL</acronym></p>
<p><code>./configure --enable-ssl</code></p>
<p>seguito da:</p>
<p><code>make</code></p>
<p>e da:</p>
<p><code>make install</code></p>
<p>Fatto ciò spostiamoci nella cartella <strong>sbnc</strong> con il comando</p>
<p><code>cd ~/sbnc/</code></p>
<h3>Primo avvio e configurazione</h3>
<p>Terminata l’installazione, è arrivato il momento della configurazione del nostro shroudBNC</p>
<p><code>./sbnc</code></p>
<p>Ci verrà chiesto di inserire la porta sulla quale lavorerà il nostro BNC, ossia:</p>
<pre>Which port should the bouncer listen on (valid ports are in the range 1025 - 65535):</pre>
<p>dopodiché ci verrà chiesto di inserire l’identd</p>
<pre>What should the first user's name be?</pre>
<p>e la password associata all’identd</p>
<pre>Please enter a password for the first user:</pre>
<pre>Please confirm your password by typing it again:</pre>
<p>Ricordateli perché con questi dati accederete a shroudBNC, e sono gli stessi che imposterete sul vostro client <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym>.</p>
<h3>Configurazione delle chiavi <acronym title="Secure Socket Layer">SSL</acronym></h3>
<p>Terminato l’inserimento, è giunto il momento di abilitare l’<acronym title="Secure Socket Layer">SSL</acronym> per collegarci al nostro shroudBNC. Modifichiamo intanto il file sbnc.conf così:</p>
<p><code>nano -w sbnc.conf</code></p>
<p>sostituiamo la voce <strong>system.port</strong> con <strong>system.sslport</strong></p>
<p>salviamo e chiudiamo con CTRL-X</p>
<p>Fatto ciò è necessario generare il nostro certificato <acronym title="Secure Socket Layer">SSL</acronym>; per fare ciò utilizziamo tre semplici comandi:</p>
<p><code>openssl genrsa -des3 -out sbnc.key 2048</code></p>
<p>ci verrà richiesto di inserire una passphrase. Inseriamo una passphrase facile da ricordare, ma difficile da indovinare per eventuali malintenzionati</p>
<p><code>openssl rsa -in sbnc.key -out sbnc.key</code></p>
<p>Reinseriamo la passphrase precedente, e per terminare:</p>
<p><code>openssl req -new -x509 -days 3600 -key sbnc.key -out sbnc.crt</code></p>
<p>Qui ci verrà chiesto di inserire alcuni dati relativi al certificato <acronym title="Secure Socket Layer">SSL</acronym>. Potete tranquillamente accettare con il tasto INVIO senza inserire nulla per tutte le successive richieste.</p>
<h3>Secondo avvio e primi settaggi</h3>
<p>Terminato il tutto, e sperando di non aver commesso errori nei passi precedenti, possiamo avviare il nostro shroudBNC impartendo il comando</p>
<p><code>./sbnc</code></p>
<p>Perfetto! Il nostro shroudBNC è attivo e funzionante! Adesso basta aprire il nostro client ed inserire i corretti parametri per la connessione al BNC.</p>
<p>Una volta collegati al BNC ci verrà chiesto di settare un server <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym> al quale connetterci. In ogni caso, vi consiglio caldamente di creare un utente diverso da quello di amministrazione per accedere ai vari server <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym>, e di lasciare l’user di amministrazione libero.</p>
<p>Per avere una panoramica esaustiva di tutti i comandi disponibili con shroudBNC, basta eseguire il comando <strong>/sbnc help</strong> dal vostro client <acronym title="Internet Relay Chat">IRC</acronym>. Quindi creiamo velocemente il nostro nuovo user rispettando la sintassi:</p>
<p><code>/sbnc adduser &lt;username&gt; [password]</code></p>
<p>dove <strong>username</strong> sarà il nostro identd e non il nickname (attenzione!!), e la password ovviamente relativa all’user creato. Impostiamo questi parametri su una nuova scheda server del vostro client ed accediamo. Una volta aver effettuato il login digitiamo:</p>
<p><code>/sbnc set server host.deltuoserver.irc numeroporta</code></p>
<p>(es: <code>/sbnc set server calvino.freenode.net 6667</code>)</p>
<p>Aspettiamo i 120 secondi necessari affinchè shroudBNC si colleghi al server e joinate i vostri canali preferiti!</p>
<p>Buon divertimento!</p>
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